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After earth

Ci troviamo su Nova Prime, pianeta su cui ha trovato rifugio la razza umana. Il pianeta terra si è evoluto, modificando se stesso con lo scopo di distruggere tutti gli esseri umani. Ogni creatura è cambiata per la propria sopravvivenza. La natura si è ribellata.
E qui incontriamo immediatamente il tema dell'ecologia.
Se gli umani continueranno a distruggere ciò che li circonda, sarà una fine inevitabile. Ma, niente paura... Ci penserà una razza aliena mostruosa a eliminare il problema alla radice.
Nonostante abbiano combattuto per fuggire e sopravvivere alla razza aliena che li ha attaccati, gli umani sono ancora costretti a combattere e fuggire per non morire. La loro paura per l'ignoto scatena la produzione di feromoni che spingono gli URSA, gli alieni, a seguirne le tracce e a "mangiarseli". Allo scopo di combattere queste creature gli umani hanno formato un gruppo elitario di Ranger, che, addestrati a vincere la paura, riescono a combatterli. Non tutti però sono in grado di diventare "Ranger"... ne sa qualcosa Jaden/Kitai, il figlio di Will Smith che torna a recitare al fianco del papà, in un ruolo ancora di "figlio di suo padre".
Will/Cypher è il generale Raige, ranger qualificato che ha sconfitto la paura ed è diventato invisibile agli Ursa, che non fiutando i suoi feromoni non ne percepiscono la presenza.
Per diventare generale ovviamente ha messo la carriera davanti alla famiglia... vi ricorda niente?
Diciamo che è un po' quello che ormai fanno tutti... prima il lavoro poi i figli...
Questo però porta la famiglia a soffrire per l'assenza del genitore (non solo nel film). A questo punto ci troviamo davanti ad un altro passaggio importante, il senso di insoddisfazione (da parte di tutti), di colpa (da parte del padre) e di approvazione (che i figli cercano dal papà assente).
Kitai vuole farsi notare dal padre, dimostrandogli che può diventare ranger anche lui, ma fallisce...
Il generale affronta la cosa da generale e non da padre... e per riparare al torto decide di passare del tempo con il figlio. Lo porta in missione... OVVIAMENTE, la navicella incappa in una tempesta magnetica di meteoriti e precipita su un pianeta in quarantena. Che pianeta sarà???
La terraaaa!!!! Chi sopravvive??? Lorooo!!!
Kitai sentirà presto il peso della responsabilità, per salvare se stesso e il padre, ferito nell'impatto. Sul pianeta assieme a loro c'è l'ursa che stavano trasportando e che si è liberato e lui dovrà attraversare la valle per recuperare il segnalatore d'emergenza per chiedere soccorso. A questo punto, l'imperturbabile generale che fino a questo momento non provava nessuna paura, inizia a cedere.
Il figlio, in pericolo, la fuori... l'ursa in giro... Pian piano si scioglierà quel muro di ghiaccio attorno a lui e comincerà a temere per la vita del figlio. Qui incontriamo il senso di colpa del padre che ha abbandonato la famiglia per combattere e non era presente quando la primogenita è stata attaccata e uccisa. Deve espiare la sua colpa... e deve fidarsi del figlio. Kitai dal canto suo, ha sempre sentito sua la colpa per la morte della sorella e ha incolpato il padre per la sua assenza. Ora dimostrerà al padre che non è un vigliacco e gli salverà la vita. A questo punto, a mio parere, emerge Shyamalan, con vari spunti su Cristo e sulla trinità. (Unbreakable ne ha mille di significati cristologici.)
  1. Kitai nei momenti di paura e sconforto deve mettersi su un ginocchio e sentire il momento. Cristo durante la via crucis si mette in ginocchio quando deve raccogliere le forze per riprendere il cammino.
  2. Durante il viaggio verso la coda della navicella, viene prima attaccato e poi salvato da un'aquila gigante. L'aquila è nell'apocalisse di San Giovanni, colei che salverà il bambino dagli artigli del drago rosso, e condurrà lontano la vergine Maria e Gesù per un tempo, due tempi e la metà di un tempo.
  3. Per sconfiggere la paura Kitai deve fare quello che gli dice il padre. Cristo, accetta la volontà del Padre e sconfigge la morte.
Che altro dire?
Potrei continuare ad essere critica, ma voglio dire una cosa diversa. Mi è piaciuto, nonostante tutti i difetti che si possono riscontrare e tutte le critiche che si possono fare.
Mi è piaciuto rivedere padre e figlio di nuovo insieme, vedere la somiglianza tra i due.
Mi sembrava di vedere "Will, il principe di Bel Air".
Mi è piaciuto vedere le scene in cui sono seduti affianco nella navicella e lui ride senza motivo solo perché è accanto al papà, mentre il papà lo guarda serio senza capire e continua a leggere. Mi è piaciuto vedere il pianeta terra di nuovo rigoglioso, come potrebbe essere se smettessimo di distruggere tutto.
Mi è piaciuto vedere che nonostante il pianeta si sia evoluto per distruggere il genere umano, resta nel cuore delle creature l'amore innato che Dio gli ha dato. Vedere l'aquila che si sacrifica per salvare Kitai, che a sua volta aveva cercato di salvare la nidiata dalle belve. E' uno scambio d'amore gratuito.
Vedere come Kitai passa da piccolo pauroso ad adulto che affronta il pericolo.
"Il pericolo è reale, la paura è una scelta!" gli dice il padre. Una cosa da incoscienti, nella normalità, ma nel film funziona. Ma ci sono dei punti che sono rimasti incompleti.
  1. Perché gli Ursa li vedono solo attraverso l'olfatto? i feromoni, ok. Ma se sono ciechi com'è che vedono benissimo il paesaggio che li circonda? come fanno a non sbattere contro le rocce e non cadere nei burroni?
  2. La terra che è ritornata rigogliosa, perché di notte ha una temperatura che scende sotto lo zero? Perché non essendo più abitata non produce più calore? Ma il sole non dovrebbe riscaldarla comunque? Di notte e di giorno?
Mah!
Tutto sommato non è stato poi così male. Tenendo conto che di Shyamalan c'è solo la regia... non mi aspettavo di meglio. Gli effetti speciali sono ok. I paesaggi sono bellissimi, ma in fin dei conti si tratta del pianeta terra, che volete? Sarebbe bello allo stesso modo se lo trattassimo meglio...

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