sabato 5 gennaio 2013

Hugo Cabret

Parigi; stazione ferroviaria di Montparnasse, resa uno scenario incantevole. Un bambino, orfano, dagli occhi grandi, azzurri, smarriti e tristi. E' lui il protagonista della storia. Una storia molto commovente!
Esatto! Non credo ci sia una parola più adatta per descrivere questo film. E' veramente un film d'autore. Un capolavoro di narrazione, intrecci e sentimenti. Il protagonista, Hugo, rimasto orfano, deve sopravvivere con le sue sole forze e per farlo si occupa degli orologi della stazione in cui vive, rubando cibo di nascosto dal gendarme e piccoli meccanismi dal negozio del giocattolaio. Uomo triste e silenzioso, che, grazie ad Hugo si scoprirà essere stato nel passato, il promotore del cinema come noi lo conosciamo. Subito dopo la scoperta dei fratelli Lumiere, il sig. Georges Meliès, ha scoperto le tecniche per gli effetti speciali e l'animazione... Tutto tornerà dal passato del pover'uomo, per farci scoprire quanto amore aveva usato nel realizzare i suoi capolavori e quanto fosse stato amato per quello che aveva fatto durante la sua carriera. Un uomo dal cuore grande, Meliès, che pensava di essere stato dimenticato e che grazie ad Hugo e al suo automa, scopre che nulla è andato completamente perduto. Il film si combina di una serie di intrecci che ruotano attorno all'automa che Hugo vuole e deve riparare in memoria di suo padre... automa che è stato trovato dal padre nel museo in cui lavorava... e che a sua volta era stato donato da Meliès al museo, poiché non aveva avuto cuore di distruggerlo assieme alle pellicole dei suoi film, perchè riteneva che fosse il suo capolavoro e che nascondeva un messaggio che rivelava chi ne fosse il creatore. 


Una frase che dice Hugo per spiegare tutto ciò che gli accade e farsi coraggio e che gli da la forza, anche nella disperazione, di lottare e andare avanti è:
"Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così, io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!"